Perché una PMI dovrebbe dotarsi di un piano di Disaster Recovery
Se l’IT si ferma, l’azienda si ferma
Il lavoro di tutte le aziende, quindi anche della tua, si basa sull’IT. Non è una frase da convegno: è quello che vediamo ogni giorno entrando nei capannoni e negli uffici delle PMI del nord est.
Le continue migliorie tecnologiche e la vita lavorativa moderna hanno alzato il livello delle aspettative dei lavoratori: tutti si aspettano che l’email sia sempre accessibile, che i server siano sempre disponibili, che il gestionale sia in perfetta efficienza e che i dati siano raggiungibili da dovunque, 24 ore su 24.
Ma purtroppo non sempre è così.
Può capitare un guasto improvviso, un server che ha problemi, un evento elettrico, un virus che blocca l’accesso ai dati. E a quel punto la domanda non è più tecnica, è una domanda da imprenditore.
Quanto tempo puoi stare senza accedere ai dati del tuo business?
Facciamo un esempio concreto. Hai 5 dipendenti che per 8 ore al giorno immettono dati all’interno di un gestionale. Immagina di avere un solo server e che questo si rompa, oppure che salti la corrente in modo improvviso: i tuoi 5 dipendenti non possono più lavorare.
Quanto tempo puoi stare fermo prima di arrecare seri danni alla tua azienda?
È la domanda che facciamo a tutti i nostri clienti, e la risposta che riceviamo più spesso è “posso stare fermo anche una giornata”. Quasi mai è vero.
Il conto del fermo macchina lo paghi comunque
Quando i sistemi si bloccano, il costo non è solo quello della riparazione. Si somma su più voci, tutte concrete:
- Ore di lavoro perse. I collaboratori sono in azienda, sono pagati, ma non possono produrre.
- Produzione ferma. Se il gestionale o i sistemi di controllo non rispondono, si ferma anche la linea.
- Ordini e spedizioni in ritardo. Ogni giorno di scivolamento è una consegna che salta.
- Dati persi per sempre. Tutto quello che è stato inserito e non è ancora finito in un backup valido, semplicemente non c’è più.
- Credibilità verso i clienti. È la voce che non compare a bilancio ma che pesa più a lungo di tutte le altre.
Il tempo è denaro, lo diceva già Benjamin Franklin nel 1700. Vale ancora oggi, con la differenza che il tempo di fermo di un’azienda moderna costa molto più di allora.
Il backup nel disco di rete non è un piano
Qui c’è il fraintendimento più diffuso che incontriamo. Molte aziende sono convinte di essere coperte perché “il backup lo facciamo”. Ma il backup è una copia dei dati: da solo ti dice che i dati esistono ancora da qualche parte, non ti dice quanto tempo ti serve per tornare operativo.
Un piano di disaster recovery è un’altra cosa: è la procedura che stabilisce in anticipo cosa si ripristina, in che ordine, con quali sistemi e in quanto tempo. È il piano B che ti evita di improvvisare proprio nel momento peggiore.
E c’è un dettaglio che spesso si scopre troppo tardi: un backup non testato è solo un’ipotesi. Finché non provi a ripristinarlo, non sai se funziona.
Da dove si parte
Per limitare l’inattività della tua azienda bisogna essere preparati al peggio, e per esserlo serve prima di tutto sapere cosa c’è nella tua infrastruttura. Per questo redigiamo un report ICT: un documento dettagliato che contiene tutti i dati dell’infrastruttura del cliente e viene aggiornato annualmente, così l’imprenditore sa esattamente cosa succede nel suo network aziendale e non ha sorprese.
Dentro quel report finiscono anche i due parametri che descrivono la tolleranza ai guasti dei tuoi sistemi, e che stabiliscono di fatto quanto sarà solido il tuo piano. Se vuoi capire come funzionano e come si definiscono, li abbiamo spiegati con esempi concreti nell’articolo su cos’è un piano di disaster recovery e come funziona.
Vuoi proteggere i dati della tua azienda? Smetti di rischiare: ogni minuto di inattività è denaro perso. Scopri il nostro servizio di disaster recovery a canone fisso e contattaci ora per valutare insieme quanto può permettersi di stare ferma la tua azienda.
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